Quando non sussiste il diritto alla riservatezza nei luoghi di privata dimora

28 Gen Quando non sussiste il diritto alla riservatezza nei luoghi di privata dimora

Riservatezza nei luoghi di privata dimora

Sentenza della Corte di Cassazione n. 25453/2011

In particolare, la Corte, con Sentenza 24 giugno 2011, n. 25453, ha ribadito che “il titolare del domicilio non può vantare alcuna pretesa al rispetto della riservatezza” se l’azione ripresa “pur svolgendosi in luoghi di privata dimora, può essere liberamente osservata senza ricorrere a particolari accorgimenti” e che pertanto, “la ripresa fotografica da parte di terzi lede la riservatezza della vita privata ed integra il reato di cui all’art. 615-bis c.p.” a condizione che “vengano ripresi comportamenti sottratti alla normale osservazione dall’esterno, essendo la tutela del domicilio limitata a ciò che si compie in luoghi di privata dimora in condizioni tali da renderlo tendenzialmente non visibile ad estranei”. Inoltre, la Corte ha specificato che la tutela apprestata dal legislatore alla riservatezza postula “la liceità dell’attività svolta in ambito privato, potendo, diversamente, l’intrusione nell’altrui privacy ritenersi comunque contestata, tanto più in presenza di un diritto, il cui esercizio si intenda garantire o la cui violazione si voglia accertare o prevenire”.

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