Stalking: per la misura cautelare non occorre provare l’ansia della vittima

10 Giu Stalking: per la misura cautelare non occorre provare l’ansia della vittima

Stalking: per la misura cautelare non occorre provare l’ansia della vittima

Cassazione penale , sez. V, sentenza 07.11.2011 n° 40105

La misura cautelare può essere presa anche in assenza di certificato medico attestante le condizioni di stress e ansia della vittima.Così i giudici della Suprema Corte di Cassazione, sezione, quinta, hanno precisato nella sentenza 7 novembre 2011, n. 40105, in tema di stalking, con cui è stato accolto il ricorso di un PM che impugnava l’ordinanza di rigetto del Tribunale circa la richiesta di misura cautelare ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 282 ter c.p.p.La sopra citata misura introdotta dal c.d. pacchetto sicurezza del 2009 (che ha previsto il reato di stalking) consiste nel divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.I giudici di merito chiamati a pronunciarsi sulla misura cautelare avevano precisato che, ai fini dell’adozione del provvedimento, non era sufficiente il pericolo di danno, in quanto occorreva la lesione in concreto, da dimostrarsi mediante perizia medica accertante lo stato di ansia e stress della vittima.I giudici di legittimità, investiti della questione, sono stati, però, di diverso avviso, sostenendo che il tribunale avesse ristretto in modo eccessivo l’ambito di applicazione della misura cautelare, rendendola, così, impossibile nella maggioranza dei casi. Alla luce di ciò, premesso che il provvedimento non può essere invocato ogni volta che le molestie siano episodiche o numericamente non significative, nella fattispecie concreta oggetto di esame, il considerevole numero di telefonate ricevute dalla vittima comportava un disagio (più o meno intenso) e uno stato di ansia e stress.Da ciò ne consegue che è legittima la misura cautelare anche senza un certificato medico attestante tale stato di ansia; non è, infatti, necessario che la molestia – persecuzione debba sfociare in una patologia conclamata.Anzi, la tutela cautelare deve essere apprestata ben prima che tale disagio possa sfociare in una vera e propria patologia.

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