I detective scoprono un dipendente che simula la malattia: licenziato.

12 Ott I detective scoprono un dipendente che simula la malattia: licenziato.

Giovanna lavora come segretaria amministrativa presso una grossa azienda dell’hinterland milanese. Un lunedì mattina Giovanna non si presenta in ufficio e poco dopo la sua dirigente riceve una telefonata in cui Giovanna annuncia di essere indisposta. Il giorno stesso l’azienda riceve la notifica da parte dell’INPS. Fin qui sembrerebbe tutto normale, ma la dirigente – memore di alcuni comportamenti analoghi in passato – ha il sospetto che Giovanna non sia realmente malata. Autorizzata dalla direzione aziendale, la dirigente invia a Giovanna una visita fiscale, ma quando il medico si presenta al domicilio di Giovanna, lei non è in casa.

Scatta un provvedimento disciplinare, che Giovanna contesta in quanto – a suo dire – quando il medico fiscale si era presentato a casa, lei era fuori per un controllo medico urgente, dettato dall’aggravarsi del suo stato di salute. Peccato però che la direzione aziendale, lungimirante, si era rivolta agli investigatori privati, i quali avevano documentato che la dipendente a quell’ora non si trovava presso alcun medico. Anzi, nel momento in cui il dottore suonava il campanello, lei era all’interno di un centro estetico, intenta in una seduta di manicure.

Scatta il licenziamento per giusta causa e Giovanna viene lasciata a casa. Lei fa subito ricorso, contestando che gli investigatori avrebbero violato la sua privacy. Ma la legge non le ha fatto sconti e il giudice ha rigettato il suo ricorso. E’ infatti lecito il licenziamento del dipendente che, assente dal lavoro per malattia, non si rende reperibile alla visita fiscale e simula un controllo medico, anche se a scoprirlo sono gli investigatori privati assunti dal datore di lavoro.

Lo ha recentemente sancito la sentenza 20433 (11 ottobre 2016) della Corte di Cassazione. La Corte ha infatti ritenuto leciti gli accertamenti delegati all’agenzia investigativa. Se è vero che le disposizioni dell’Art. 5 della legge 20/5/1970 n. 300 vietano gli accertamenti da parte del datore di lavoro sulle infermità per malattia o infortunio del dipendente se non tramite i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, è anche vero che le stesse disposizioni non precludono la possibilità da parte del datore di procedere ad accertamenti di circostanze atte a dimostrare l’insussistenza della malattia. Sono quindi legittimi i controlli demandati dal datore ad un’agenzia investigativa, aventi come oggetto comportamenti extralavorativi non compatibili con lo stato dichiarato di malattia.



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