stalking, vessazioni, molestie, abusi

Stalking, vessazioni, molestie, abusi

Indagini finalizzate alla tutela di chi subisce molestie e all’individuazione del “persecutore”.

Stalking, molestie, vessazioni, abusi

Stalking, vessazioni, molestie, abusi

Toro Investigazioni offre, a coloro che sono oggetto di molestie, vessazioni, abusi, estorsioni, ricatti, lettere, telefonate anonime un servizio personalizzato di indagini con la finalità di individuare il “persecutore” responsabile degli atti lesivi. L’obiettivo è di arginare tali comportamenti illeciti.

Con lo sviluppo della tecnologia inoltre si è dovuto porre l’attenzione su una nuova dimensione di molestie effettuate con mezzi tecnologici come internet e rivolte soprattutto ai minori. Non più solo bullismo e pedofilia ma anche cyberbullismo e cyberpedofilia.

In modo particolare, il nostro istituto investigativo si occupa di tutelare coloro che sono vittime di reiterati tentativi di intrusione, nella vita privata o pubblica (appostamenti, comunicazioni verbali o scritte, atteggiamenti persecutori…), cercando di identificare l’autore dello stalking.

La nostra agenzia investigativa metterà in atto attività di controllo sul campo tramite attività di osservazione statica e dinamica assieme a sofisticate tecniche di intelligence OSINT (Open Source Intelligence) e HUMINT (Human Intelligence), per ottenere informazioni sull’autore dei soprusi. Le informazioni ottenute saranno poi analizzate, contestualizzate e raccolte in un dossier informativo che potrà  essere presentato alle Forze dell’Ordine per un’eventuale denuncia o querela.

Toro Investigazioni è a sostegno di “Volere è Potere”, una associazione di volontari che supporta le vittime di violenza domestica svolgendo, attraverso tre psicoterapeuti, due avvocati, un ex funzionario di polizia, un medico e uno psichiatra, azioni di informazione e prevenzione.

Sito web: http://www.volereepotereonlus.sitiwebs.com

INFOLINE : 3463345200

Stalking, vessazioni, molestie, abusi

Giurisprudenza

Stalking

CASSAZIONE PENALE: ATTI PERSECUTORI NEI CONFRONTI DI UNA MINORE – STALKING?? 
La Cassazione ha confermato la correttezza dell’ordinanza con la quale il Tribunale di Modica ha confermato il provvedimento del g.i.p, con il quale è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, , nei confronti di un soggetto, di 22 anni, responsabile del reato di cui all’art. 612-bis c.p. (atti persecutori – c.d. stalking) in danno della ex ragazza ancora minorenne, ), a causa di una serie di vessazioni inflitte alla vittima consistite in intrusioni nella vita privata, comunicazioni anche telefoniche ripetute e indesiderate, scritte offensive sui muri delle pubbliche vie, al punto da provocare alla malcapitata un grave stato di ansia e paura Grazie ad operazioni di osservazione è risultato che l’indagato passava spesso dinanzi all’abitazione della minore, rivolgendovi lo sguardo con insistenza. Sulla base di questa ricostruzione dei fatti, l’ordinanza del tribunale del riesame ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, in ordine al reato ex art. 612 bis c.p., esponendo argomentazioni tecnicamente corrette, in ordine alla collocazione dei comportamenti nell’ipotesi criminosa  introdotta con l’art. 7 del decreto legge 23.2.2009 n.11, convertito in legge 23.4.2009 n. 38″.
CASSAZIONE PENALE: STALKING MEDIANTE SOCIAL NETWORK, SMS E POSTA ELETTRONICA (Corte di Cassazione – Sezione Sesta Penale, Sentenza 30 agosto 2010, n.32404)
In seguito ad una relazione amorosa finita con la sua ex un soggetto aveva cominciato ad inviarle, tramite facebook, filmati, video, messaggi e foto hard che li ritraevano durante i loro rapporti sessuali. Le investigazioni infatti hanno dato conto di continui episodi di molestie, concretatisi anche in invio di messaggi tramite internet (facebook), anche nell’ufficio dove l’ex prestava il suo lavoro. Uno di tali filmati era stato inviato anche al nuovo compagno della donna; dopo la denuncia l’uomo finisce in carcere e in primo grado i giudici gli concedono gli arresti domiciliari. Avverso tale decisione l’uomo presenta ricorso in Cassazione senza avere, però, esito positivo, in quanto la sesta sezione penale, dichiarando inammissibile il ricorso, precisa che l’invio di tali video e messaggi è atto a configurare il reato di stalking.  La Corte, infatti, nel caso di specie ha ravvisato l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo che, tramite l’utilizzo di facebook, aveva posto in essere comportamenti ritenuti persecutori.Tutto questo, secondo quanto precisato nelle motivazioni della sentenza in commento dai giudici di legittimità, aveva provocato nella donna uno stato d’animo di profondo disagio e paura, meritevole, quindi, di tutela.
MOLESTIE DEL DATORE DI LAVORO: VANNO RISARCITE ANCHE SE PRODUCONO DANNI LIEVI 
?Con Sentenza n. 12318 del 2010 la Corte di Cassazione stabilisce che la dipendente che ha subito molestie sessuali dal legale rappresentante della società in cui lavora ha diritto al risarcimento dei danni alla salute, anche se le molestie non hanno provocato danni biologici ma solo contraccolpi sulla sfera emotiva. “L’odiosità” del comportamento giustifica la liquidazione equitativa del danno non patrimoniale sulla base di criteri diversi.

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Nel 2016 Toro Investigazioni ha risolto 208 casi